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Caro Babbo Natale…

bernardetta-morgante-psicologo-l-aquila Bernardetta Morgante Magliano dei Marsi (AQ)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 328-2763519

Siamo vicinissimi al Natale, un festa ricca di tanti significati; guardandola con gli occhi dei bambini compare anche la figura di un simpatico vecchietto, con la barba bianca e un sacco carico di doni…

Chi è Babbo Natale?

Questo personaggio, che con nomi diversi compare in molti Paesi e culture, sembra risalire nella maggior parte dei casi a San Nicola, un vescovo cristiano del IV secolo. Storie e racconti fanno riferimento anche ad un personaggio del folklore tedesco, precedente all’arrivo del cristianesimo,

il dio Odino (Wodan), che si raccontava tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti. Quella notte si diceva che i bambini lasciassero gli stivali sul caminetto, con dentro carote e altro cibo per il cavallo del dio. Questa usanza è simile a quella che ancora rimane oggi, di appendere le calze al caminetto perché Babbo Natale, o in altri casi la Befana, possano riempirlo.

Il Babbo Natale “moderno”, riprendendo questi ed altri spunti culturali, è il “Santa Claus” americano: vive in Lapponia, in compagnia degli elfi, che lo aiutano a costruire i giocattoli che la notte di Natale distribuisce a tutti i bambini del mondo, viaggiando su una slitta trainata da otto magiche renne volanti.

La magia del Natale

Se pensiamo “da grandi” alla figura di Babbo Natale, forse i conti non tornano proprio tutti: non ci sono specie di renne che possono volare; pur avendo a disposizione circa 31 ore, considerando i fusi orari, sembra complicato che riesca a fare il giro del mondo, anche con tempi brevissimi per il “parcheggio” e lo scarico nel camino; tra l’altro la slitta dovrebbe essere abbastanza pesante, per contenere i regali di tutti i bambini del mondo…

Ma tutti questi calcoli trascurano un elemento fondamentale: la magia del Natale!

Già, il periodo del Natale è forse quello più carico di magia, di storie, leggende e personaggi che affascinano soprattutto i più piccoli, ma anche i grandi, che hanno l’occasione di giocare un po’.

Ma Babbo Natale esiste?

Questa domanda ha probabilmente messo in crisi generazioni di genitori.

La pedagogia e le scienze dell’educazione ci dicono sempre che non bisogna dire bugie ai bambini, che bisogna trovare sempre il modo per dire la verità, ponendola nel modo che il bambino possa comprenderla.

Però forse la “bugia” legata all’esistenza di Babbo Natale è un’eccezione a questa regola.

Bettelheim, uno psicoanalista che si è dedicato in particolare allo studio dell’autismo, asseriva che i personaggi di fantasia consentono ai bambini di risolvere alcuni conflitti interni e di superare alcune paure ed angosce.

Babbo Natale è forse uno dei più famosi personaggi fantastici. E’ utile sottolineare poi che, al di là delle storie ufficiali, in ogni famiglia e per ogni bambino, vengono co-costruite delle storie e dei rituali intorno al Natale. Questo appare molto importante, perché è il patrimonio condiviso della famiglia, ed anche quando Babbo Natale non ci sarà più, verrà comunque ricordato con affetto l’impegno profuso per mantenere vivo questo magico momento.

Al nostro amico poi, tutti abbiamo scritto ogni anno la letterina…

Anche questo può essere un momento educativo: i nostri bambini sono bombardati dai messaggi pubblicitari, sono un target privilegiato; mi è capitato di vedere bambini scrivere letterine consultando il catalogo del negozio di giocattoli… Si può cogliere questa occasione per cominciare a trasmettere loro un po’ di senso critico nei confronti dei mass media e fargli capire che non è sempre possibile avere tutto. In questo Babbo Natale ci può venire in aiuto, perché dovendo portare i regali a tutti, non può portare tutti i giochi che si chiedono. Altri messaggi che si possono veicolare sono il valore del denaro, l’esistenza di bambini meno fortunati, l’importanza secondaria del dono rispetto alla possibilità di stare bene in famiglia…

Arriva poi per tutti il momento in cui Babbo Natale sparisce. Molte volte i genitori, per paura che il bambino lo sappia in maniera brusca dai compagni, preferiscono dirlo. Di solito però c’è un periodo di transizione, in cui il bambino si rende conto che ci sono alcune cose che non quadrano, ma preferiscono difendere il loro amico, finchè non è più possibile. In questa fase i genitori possono seminare delle “mollichine di verità”, cominciando per esempio a dire che i genitori aiutano Babbo Natale, firmano i bigliettini insieme a lui…

Le strategie per affrontare in modo soft questo momento sono molte, e difficilmente verranno rimproverati i genitori per questa bugia, soprattutto quando i bambini hanno la percezione di quanto questo simpatico vecchietto ci ha dato la possibilità di prenderci cura loro.

E per chi il dubbio ancora ce l’ha, o preferisce averlo… ecco un piccolo utile indizio…

Babbo Natale

Circolo Polare Artico
FIN-96930 Napapiiri
Finlandia

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