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Bonding prenatale: un legame pieno d’amore

bondingprenatale
cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Il bonding è un profondo legame affettivo che si instaura sia a livello fisico che emozionale tra il feto e i suoi genitori. Un processo sia conscio che inconscio attraverso il quale i genitori e il feto si collegano in una relazione intima e che costituirà il fondamento per i futuri legami del bambino.

Si parla di attaccamento prenatale per definire il legame che i genitori sviluppano con il feto durante la gestazione. Lo psicoanalista D. W. Winnicot evidenzia come durante la gestazione entrambi i genitori si preparano all’incontro con il figlio riservandogli uno “spazio nella mente”, uno spazio affettivo che costituirà il primo livello di sviluppo del legame di attaccamento.

Il piccolo è un essere intelligente e sensibile capace di reagire agli stimoli e di interagire con l’esterno ed è possibile quindi entrare in contatto con lui fin dalle prime settimane di gravidanza.

Durante la gestazione, il feto non solo riceve nutrimento, ma impara a conoscere il mondo e le emozioni. La stimolazione tattile e uditiva favoriscono lo sviluppo delle abilità sensoriali e percettive e gli forniscono sicurezza e benessere.

Stabilire un buon contatto con il bambino prenatale è importante sia per il nascituro che per la mamma e il papà. Favorisce il benessere psicofisico del bambino e il successivo sviluppo di un legame di attaccamento post-natale. Per i genitori, invece, aver interagito con il nascituro fa sì che, il piccolo, quando nascerà, sia per loro già conosciuto, almeno in parte. La nascita sancirà il ritrovare qualcuno che già si conosce e che finalmente si può incontrare anche nella dimensione del contatto e dello sguardo.

Uno dei fattori che influenza il bonding prenatale è sicuramente l’atteggiamento della mamma nei confronti della gravidanza. Nel bonding prenatale la comunicazione tra madre e figlio avviene a diversi livelli e in entrambe le direzioni. Il bambino comincia a scoprire la madre e il mondo attraverso di lei e la mamma comincia a scoprire il figlio.

Le ricerche della psicologia prenatale mostrano un nascituro cosciente, seppur in uno stato particolare di coscienza, competente, dotato di molteplici capacità, in grado di provare emozioni, di imparare, ascoltare, prepararsi alla vita post-natale, in costante comunicazione con la madre e l’ambiente esterno.

All’inizio la relazione tra il feto e l’ambiente è prettamente fisiologica, connotata da scambi fisici e ormonali. Al bambino viene trasmesso attraverso la placenta tutto ciò che la mamma mangia, beve, percepisce, assorbe. Analogamente il bambino sente le emozioni della mamma attraverso la produzione ormonale connessa agli stati d’animo.

Con il proseguire della gestazione il bonding prenatale si arricchisce attraverso la comunicazione comportamentale. Il bambino percepisce gli atteggiamenti, le azioni e i modi di fare della mamma. La relazione si arricchisce con una comunicazione concreta sia della mamma nei confronti del piccolo, quando accarezza il pancione, parla o canta al piccolo, sia del piccolo nei confronti della mamma, quando, ad esempio, tira i calci se si trova in una situazione di fastidio o stress.

Un ulteriore livello è quello della comunicazione empatica, molto più sottile delle precedenti, ma altrettanto profonda. Le fantasie, i sogni e i pensieri della madre influenzano la relazione prenatale con il feto, inviandogli un messaggio di amore e di accoglienza che contribuirà al benessere del nascituro.

Come si può rafforzare il bonding prenatale?

I genitori possono ritagliarsi un momento della giornata in cui parlano, cantano ninna nanne o canzoni al feto, o utilizzano il tatto, accarezzando la pancia e sentendo i calcetti e i movimenti di risposta del bambino, creando una comunicazione giocosa con lui. Si può utilizzare anche la musica e questo fin dal primo trimestre, quando il feto, pur non sentendo i suoni, è sensibile alle vibrazioni. L’ambiente deve essere tranquillo e rilassato, in quanto, se la mamma è rilassata, il bambino sarà tranquillo e maggiormente ricettivo.

…e dopo la nascita?

Al momento della nascita il bonding si arricchisce e rafforza ulteriormente. Il contatto fisico, preferibilmente pelle a pelle, che può avvenire tramite l’allattamento contribuisce ad accrescere la relazione. Il bambino viene tranquillizzato dal calore e dall’odore della mamma, che riconosce. Il rapporto “vis-a-vis” con le figure genitoriali, gli sguardi durante le azioni quotidiane, come il cambio del pannolino, il bagnetto, l’allattamento, il senso di accudimento e di soddisfazione dei bisogni contribuiranno ulteriormente nel rendere questi momenti ricchi di emozioni. Momenti fondamentali, fin dalle prime ore dopo il parto, affinché la mamma e il papà possano sviluppare quella giusta sensibilità verso il nuovo arrivato che li aiuti a cogliere i suoi bisogni e le sue esigenze e a rispondere con la giusta attenzione e cura.

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