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Droghe e Alcol

Binge drinking: le abbuffate alcoliche

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drMariaGraziaDeLisio Mariagrazia De Lisio Campobasso (CB)
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli

Il primo a definire il fenomeno del binge drinking fu Wechsler nel 1992, in riferimento al consumo di 5 o più bevande alcoliche in un arco di tempo relativamente breve al fine dell’immediata “ubriacatura” e perdita di controllo. 

In caso di binge drinking, il consumo di qualsiasi tipo di bevande alcoliche avviene in modo quasi consecutivo e rapido, ovvero senza sorseggiare, ma piuttosto ingoiando l’alcol tutto d’un fiato, mischiando varie bevande tanto da poter parlare di una vera e propria abbuffata di alcol.

I soggetti più colpiti sono gli adolescenti, con un numero sempre più crescente di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni; l’abuso di alcol avverrebbe in momenti circoscritti, in particolare, in momenti di aggregazione, alle feste, all’aperitivo o in discoteca, e raramente da soli.

Dal punto di vista psicologico, è fondamentale sottolineare che, al di là della sostanza ingerita, lo scopo principale delle abbuffate alcoliche è la perdita di controllo che, tra gli adolescenti, può assumere significati differenti.

Le ragazze che ricorrono al binge drinking lo farebbero soprattutto per fuggire da stati depressivi e di solitudine, considerando l’alcol come una sorta di rimedio da stati d’animo negativi; i ragazzi invece si aspetterebbero dall’ ubriacatura del binge drinking soprattutto un mezzo per divertirsi, star bene con gli altri e integrarsi socialmente (D’alessio, M., Baiocco, R., Laghi, F.,).

Questo comportamento ha effetti devastanti sulla salute dell’individuo a partire da:

  • danni neurologici (deficit di memoria, di concentrazione, dell’attenzione e del controllo degli impulsi)
  • gastrointestinali (lesioni al fegato, stomatite, reflusso gastro-esofageo)
  • ematici
  • del sistema immunitario e di quello endocrino,
  • fino ad incorrere a gravissimi rischi: sviluppo potenziale di una dipendenza da alcol (a cui si aggiunge depressione, insonnia e disturbi sessuali, conflitti negli affetti e nelle relazioni) incidenti, violenza, atti di vandalismo, rapporti sessuali non protetti con possibili conseguenze di contagio di malattie virali e gravidanze indesiderate.

L’abuso di alcol è dannoso per tutti; tuttavia i giovani al di sotto dei 16 anni sono più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche dell’uomo adulto a causa di una ridotta capacità del loro organismo di metabolizzare l’alcol.

Data la grande facilità con la quale i ragazzi possono ricorrere al consumo di bevande alcoliche è necessario mettere in atto programmi di prevenzione che mirino a lavorare su atteggiamenti, aspettative, motivazioni, emozioni attuali o che si intende provare tramite l’abbuffata alcolica.

Quando parliamo di prevenzione è necessario sottolineare il ruolo fondamentale dei genitori e del gruppo dei pari.

I genitori possono avere una funzione protettiva e regolativa nei confronti degli adolescenti: le ricerche confermano che per prevenire l’insorgere di comportamenti a rischio e possibili disturbi del comportamento, occorre sottolineare l’importanza del dialogo, la necessità di stabilire delle regole chiare e condivise e fornire un modello comportamentale adeguato, così da poter essere punto di riferimento nei confronti dei propri figli.

Il gruppo dei pari offre all’adolescente modelli identitari cui uniformarsi per ottenere un senso di appartenenza; per cui gli amici possono svolgere sia una funzione protettiva che di avviamento al binge drinking a seconda del tipo di frequentazioni in cui l’adolescente è inserito, del contesto sociale e familiare di appartenenza e delle sue caratteristiche individuali.

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