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Bimbo di quattro anni scappa dall’asilo e va a casa da solo

-Ogni tanto accade, ma non dovrebbe mai accadere. Lunedì pomeriggio verso le 16 una signora, abitante a Città Giardino si è recata all’asilo Mary Poppins, sito in viale Kennedy per ritirare il piccolo di 4 anni della vicina di casa, come d’abitudine. Ma purtroppo del bambino si erano perse le tracce. “E’ sicuramente nascosto da qualche parte” è stato risposto e le ricerche sono state subito affannose. Trascorsa una mezz’oretta inutilmente la donna ha avvisato i carabinieri presentando regolare denuncia. Fortunatamente il piccolo, abituato a recarsi a piedi a casa (quasi un chilometro con l’attraversamento di corso Don Orione! (nota:corso molto trafficato) si era allontanato indisturbato e seguendo la solita strada era giunto a casa. Allarme rientrato, fortunatamente, senza alcun guaio, anche se il piccolo sembrava sotto shock. Resta il fatto che da un asilo non dovrebbero poter scappare i bambini.
Il giorno dopo ci siamo recati nella struttura, e la prima cosa che emerge è che il citofono (da mesi ci è stato detto da alcune mamme presenti!) è guasto e in questi giorni di lavoro, non a pieno regime, l’asilo funziona non con le solite maestre, in ferie, ma con una cooperativa che ha ricevuto l’incarico a sua volta da Atm (nota:società di servizi), per cui la responsabilità deve essere fatta ricadere su questa società pubblica. Proprio per tale situazione può essere accaduto che l’attenzione alla porta, nel momento di ritiro dei bambini, non sia stata massima. Ma, a dire il vero, può essere solo un pretesto: la sorveglianza in ogni caso, citofono funzionante o meno, doveva essere massima. Del resto sempre le mamme da noi avvicinate lamentano che anche nella recinzione c’è qualche “buco” di troppo che permetterebbe ad un bimbo sveglio di scappare. E del resto noi stessi abbiamo girato, martedì pomeriggio verso le 16,30, in lungo ed in largo per il giardino senza che nessuno si avvicinasse per chiedere spiegazioni.
Forse occorrerà ricontrollare i protocolli relativi al controllo dei fanciulli. C’è poi da chiedersi come sia stato possibile, in pieno pomeriggio, che un bimbo di quattro anni percorresse quasi un chilometro senza che nessuno se ne accorgesse e lo fermasse: ma che città è questa che non sente più il dovere civico di interessarsi anche ai bambini di altri?
Questa volta “è andata bene” ma non si può correre il rischio di ripetere l’esperienza!-

L’articolo,tratto da un settimanale locale, termina con la frase “ma che città è questa che non sente più il dovere civico di interessarsi anche ai bambini di altri?” in realtà, il disinteresse per i bambini altrui e per ciò che, in generale, riguarda l’infanzia, sembra essere un tratto distintivo della società odierna: dai tagli all’educazione, alle proposte di anticipare il rientro al lavoro delle madri dopo il parto, fino alle espressioni stizzite dei clienti del supermercato di fronte ai capricci di un piccolo e “al divieto di introdurre..bambini” in alberghi e luoghi di villeggiatura: sono i segnali di un sempre maggiore egoismo civile nei confronti di chi ancora non ha l’età per far valere i propri diritti e di una sempre maggiore solitudine dei genitori nel loro compito educativo, con conseguenze, a livello psicologico ed emotivo facilmente immaginabili.
Se la scelta di non avere figli deve rimanere un diritto incontestabile, il totale disinteresse per l’infanzia, in una società civile, è un atto egoistico condannabile e nocivo per tutti.

DA “Settegiorni a Tortona” settimanale, 17/07/2010

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