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Famiglia

Baby market: adozioni su ordinazione?

adozione
bernardetta-morgante-psicologo-l-aquila Bernardetta Morgante Magliano dei Marsi (AQ)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 328-2763519

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Ha fatto discutere in questi giorni la sentenza della Corte di Cassazione che ha negato l’idoneità all’adozione ad una coppia siciliana che aveva espressamente richiesto che il bimbo da adottare avesse delle caratteristiche della razza europea.
La denuncia era partita dall’Associazione Amici dei Bambini, dopo il parere favorevole all’adozione dato dal Tribunale di Catania nel 2009.

La sentenza della Cassazione fa riferimento sia ai principi fondamentali della nostra Costituzione, che all’articolo 3 sancisce pari dignità e pari diritti a tutti i cittadini, senza distinzione alcuna, sia alla legge n. 184 del 1983 con successive modifiche, che regolamenta l’adozione i Italia, sia alle convenzioni internazionali.
La Convenzione delle Nazioni Unite del 1989 sui Diritti del Minore e la Convenzione dell’Aja del 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale dicono che:
“L’adozione non è un accordo tra soggetti privati. E’ una misura legale di protezione dei minori. Deve essere prevista ed autorizzata solo con questo fine. Gli stati sono responsabili di controllare che ciò avvenga. Essa deve essere prevista per tutti i minori la cui situazione familiare e personale lo richieda, senza pregiudizi rispetto alla condizione sociale, di salute fisica e mentale, di razza, di etnia e di cultura.”

Al di là delle decisioni e dei procedimenti legali, in questa storia viene da chiedersi:
DI CHI E’ IL BISOGNO?
Una domanda di adozione così formulata risponde al bisogno del bambino di avere una famiglia o di una coppia di essere genitori?
E quali diritti vengono rivendicati?
Quelli del bambino di crescere con dei genitori o quelli della coppia ad avere dei figli?
La decisione di adottare non sempre è una scelta serena; è spesso molto sofferta e arriva dopo un lungo iter di analisi, di tentativi… si porta quindi dietro già un senso di frustrazione e fallimento. Nell’adozione poi si diventa genitori “all’improvviso”, senza la preparazione, soprattutto psicologica, data dalla gestazione; spesso il bambino non è un neonato, e bisogna fare i conti con il piccolo o grande bagaglio che porta con sé. La gestazione è sostituita da una fitta e lunga serie di incombenze burocratiche, che rendono il percorso verso la genitorialità molto farraginoso.
Se è vero che è importante accertare l’effettiva idoneità della coppia all’adozione, è vero anche che spesso ci si perde in cavilli e codicilli, e ci si dimentica quali sono i punti fondamentali, ai quali non si può derogare.
Il percorso poi si fa ancora più difficile nel caso delle adozioni internazionali. Ferma restando la necessità di assicurarsi se ci sia una soluzione alternativa allo sradicamento del minore dalla propria cultura, ai futuri genitori è affidato un compito più gravoso, dato anche dalla diversità della lingua.
La trasformazione è quindi chiesta a più livelli: il bambino diventa figlio e i membri della coppia diventano genitori; e in questa trasformazione è richiesto un nuovo equilibrio nella coppia e un equilibrio per la nuova famiglia.
In tutto il processo le scelte sono molte, e di tanti: giudici, coniugi, operatori sociali…
L’unico che non compie scelte e le subisce solamente è proprio il protagonista, il bambino…
E forse la scelta delle sue caratteristiche genetiche non corrisponde al tanto declamato principio del “superiore interesse del minore”…

FONTI

La Repubblica.it – Homepage
ANSA.it
Vita.it [Home page] La voce del non profit
Servizio Sociale Internazionale- Sezione Italiana; I diritti dei minori nell’adozione nazionale ed internazionale, Ginevra, 1999

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