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Ansia e Depressione

Attacchi d’ansia: quelle crisi che non vorremmo

Attacchi d'ansia:quelle crisi che non verranno
cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Le crisi di ansia sono sempre più diffuse e sempre più numerose sono le persone affette da disturbi d’ansia.

Eppure chi ha crisi di ansia spesso, ne soffre in silenzio.

Diffuso infatti, è il pregiudizio che le crisi d’ansia siano dovute a poca voglia di reagire, ad una fragilità del carattere, ad una fissazione inesistente. Chi soffre d’ansia finisce spesso per non sentirsi compreso, ricorrendo ai metodi più veloci per placare le sue crisi d’ansia:

  • uso di ansiolitici;
  • comportamenti di evitamento e fuga dalle situazioni temute.

L’ansioso cercherà ansiosamente una risposta per placare la sua ansia!

“Uno degli aspetti paradossali dello stato di ansia acuta è che la persona sembra produrre inconsapevolmente quelle situazioni che maggiormente teme o detesta.”

(Beck e Emery)

Le risposte cui potrà ricorrere per alleviare la sua ansia, seppur efficaci in un primo momento per ridurre lo stato di tensione, porteranno ad avere a che fare nuovamente con l’ansia. Le persone che hanno avuto un attacco di panico, infatti, tendono ad evitare le situazioni per loro pericolose per paura di avere nuovamente un attacco di ansia acuta. Tuttavia, evitare le situazioni che creano ansia, non farà altro che renderle più spaventose e aumentare l’ansia. Il rischio è di evitare sempre più situazioni percepite come pericolose e rinunciare anche a cose piacevoli: una vacanza, un lavoro tanto desiderato… finendo con il limitare la propria vita!

Inoltre, per placare la propria ansia si può arrivare anche a mangiare smodatamente o bere alcolici e fare uso di sostanze stupefacenti, che possono trasformarsi in nuovi problemi.

Quali le caratteristiche di chi ha attacchi d’ansia?

Chi soffre di ansia può:

  • tendere a rimandare una decisione o un impegno per lui importante fino a quando non si sente perfettamente preparato;
  • rimuginare sui suoi problemi, sulle sue paure e difficoltà, sentendosi un incapace se non riesce;
  • sentirsi costantemente in tensione e rispondere in modo ansioso e spropositato anche per stimoli di lieve entità: come se avesse una soglia di allarme più bassa rispetto alla media!

Durante un attacco di ansia, poi, molte persone tendono a focalizzarsi sui sintomi, cercando di controllarli e spesso interpretandoli in maniera catastrofica, ritenendo che stia succedendo qualcosa di terribile. Quando, ad esempio, si ha una crisi di ansia acuta, come in un attacco di panico, la persona può pensare di avere un infarto, di impazzire, di perdere il controllo di se stessa.

Molto spesso chi soffre di ansia ha la tendenza ad essere spaventata da tutte le manifestazioni emotive.

Una delle più grandi aspettative delle persone ansiose è di poter controllare le situazioni e le emozioni! Essendo impossibile riuscirci, ne seguirà un ulteriore aumento di ansia, dato dalla perdita di controllo, che sarà percepito come un pericolo.

La persona può considerare la crisi d’ansia come una conferma della propria debolezza e inadeguatezza, considerarsi incapace di trovare una soluzione e di conseguenza ritenere di dover controllare ogni propria manifestazione fisica e/o emotiva in modo da poter prevenire ogni difficoltà.

In realtà, per quanto ci si possa impegnare, nessuno di noi può riuscire a controllare le proprie emozioni, né riuscire a prevenire ogni imprevisto!

Cosa può essere utile?

1)    Innanzitutto riconoscere che si è in ansia.

Non capire cosa ci succede può fa star male. Darsi una spiegazione, invece, riconoscendo, ad esempio, le reazioni fisiche che si stanno vivendo, può aiutare a non spaventarsi e attenuare rapidamente la crisi d’ansia.

Di seguito i principali sintomi somatici:

  • Cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, variazione della pressione toracica…
  • Respiratori: affanno, senso di soffocamento, “nodo alla gola”…
  • Neuromuscolari: rigidità, movimenti impacciati, tensione, irrequietezza, tremori…
  • Gastrointestinali: nausea, vomito, disturbi intestinali, colite, dolori addominali, mancanza o eccessivo appetito…
  • Urinari: frequente stimolo a urinare
  • Neurovegetativi: vampate di caldo o freddo, rossore o pallore del volto, ipersudorazione, senso di svenimento…

2)    Accettare l’ansia!

L’ansia è un’emozione che tutti possiamo provare e che è utile, quando non è spropositata, perché determina uno stato di tensione necessario per affrontare un momento difficile, aiutandoci a superarlo con il giusto livello di attenzione.

Resistere, combattere l’ansia non fa altro che prolungare gli aspetti spiacevoli. Gli attacchi d’ansia di per sé sono limitati nel tempo, sono i pensieri negativi, le previsioni catastrofiche sulla situazione che fanno aumentare gli effetti spiacevoli, instaurando un vero e proprio circolo vizioso: “Che sta succedendo?”, “ Mi sento male?”, “Sto avendo un infarto?”.

3)    Pensando all’ultimo attacco d’ansia o addirittura di panico, può essere utile chiedersi:

  • Dov’ero?
  • Cosa avevo appena fatto? O cosa stavo facendo o stavo per fare?
  • Cosa stavo provando in quel momento?
  • Cosa mi sta indicando quest’attacco d’ansia?
  • Cosa non va in questo momento della mia vita?

Può sembrare assurdo fare questo, soprattutto perché a volte l’unica cosa che si avverte è un’ansia forte, immotivata e si sono provate tutte senza ottenere risultati. Tuttavia, è importante sapere che l’ansia è sempre legata ad un contesto o una situazione di vita.

Dal punto di vista psicologico, quando l’ansia è presente in maniera forte, indica che la persona non è in armonia con se stessa, con i suoi bisogni e desideri.

In alcune situazioni può essere necessario rivolgersi ad un esperto, per un lavoro su stessi, utile non solo per placare la propria ansia, ma anche a riscoprirsi e conoscere le parti di sé che hanno bisogno di essere ascoltate e venire espresse.

Dare all’ansia il giusto valore e ascolto aiuterà a trasformarla da nemica da combattere ad alleata della propria vita!

Commenti

Una risposta a “Attacchi d’ansia: quelle crisi che non vorremmo”
  1. FabioMaria Agostinelli scrive:

    Dici bene dottore, è impossibile Controllare le emozioni e piuttosto occorre imparare a riconoscerle fisicamente e quindi Gestirle confrontandole con “lo stato di Grazia” che si è imparato ad ottenere p.es. col Trainin Autogeno ( pur ostico proprio a chi ne avrebbe più bisogno) oppure, come i buddisti, quando ci si ritira nel “proprio rifugio” o lo stato d’animo che sperimentammo quella volta distesi sull’erba ad occhi chiusi ad ascolare il cip cip degli uccellini quando ci sembrava fonderci con l’universo e le preoccupazioni s’erano allontanate nello spazio infinito … Insomma controllare no ma gestire le emozioni è fattibile. :)

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