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E se i nostri figli vivessero fino a 100 anni?

roberta-mattozzi-psicologo-roma Roberta Mattozzi Colleferro ()
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Genitori e Figli
Cell.: 3342724735

Da una recente ricerca pubblicata su Nature, negli ultimi 170 anni nei paesi industrializzati l’aspettativa di vita è cresciuta di 2,5 anni per decade, vale a dire di circa 6 ore al giorno. Se questo trend continuerà, oltre metà dei nati dal 2000 in poi vedrà i 100 anni.

“La vita si è allungata – spiega il demografo James Vaupel della Duke University di Durham, Nord Carolina – non perché la velocità cui invecchiamo è diminuita, tutt’altro: il motivo è che, grazie agli avanzamenti della medicina e alle migliori condizioni di vita, l’esordio di molte malattie è stato posticipato, quindi rimaniamo più a lungo sani e i ‘guai’ arrivano più in là nel tempo”.

Se le aspettative di vita sono aumentate in modo così sostanziale, forse, secondo Vaupel, è arrivato il momento di ripensare all’intera architettura che regola il nostro stare al mondo. “Se il XX secolo ha segnato il tempo delle ridistribuzione della ricchezza, il XXI secolo potrebbe essere il momento della ridistribuzione del lavoro”.

“Se i giovani si rendessero conto che in media possono superare i 100 anni, arrivando in buona salute a 90-95, si potrebbe pensare di rivoluzionare il mix di istruzione, lavoro ed educazione dei figli che governa la loro vita”. In che modo? “Piuttosto che destinare i primi due decenni esclusivamente all’istruzione, i successivi 3-4 decenni alla carriera e all’educazione dei figli e solo gli ultimi al tempo libero – fa notare il demografo – si potrebbe, ad esempio, consentire alle persone di lavorare meno ore al giorno, in cambio di una permanenza più lunga sul mercato del lavoro e più tempo libero” ‘spalmato’ sugli anni migliori.
Volendo soffermarci sul commento di Vaupel, vorrei far riflettere quanto la vita di ognuno di noi, nonostante il libero arbitrio, non sia altro che una sequenza già standardizzata di step che devono essere compiuti, con uno scarto più o meno ragionevole di anni, che può variare da persona a persona. Tutti dobbiamo occuparci della nostra istruzione, poi della carriera, poi arriva il matrimonio, quindi i figli e di conseguenza tutto ciò che comporta di nuovo una serie di step. Istruzione dei fligli, carriera dei figli, “sistemare” i figli sperando che si sposino e che mettano su famiglia… e il ciclo ricomincia con i nipoti!!
Tutto è talmente “scritto” che se qualcuno prova ad uscire dagli schemi, a non rispettare le regole, per esempio non sposandosi, o non seguendo la carriera ma dedicandosi alla scoperta del mondo, in continuo movimento tra le bellezze che ci circondano…bhè questi puà essere tacciato di essere un “disadattato”, un fallito, una persona che non riesce a stare nella società e rispettare le regole!
Se questa nuova ricerca ci desse veramente la possibilità di avere uno sgurado al futuro, allora forse tutti questi step sarebbero rovesciati! Non ci sarebbe più la frenesia del tempo, dell’università da finire in tempo, del posto fisso da trovare il prima possibile, di tutte le tappe di cui abbiamo parlato prima, ma soprattutto ci sarebbe molto più tempo da dedicare agli hobbies, alle proprie passioni, al tempo libero, all’ozio…e sconfiggere l’ansia del corri-corri e del tempo che non basta mai!!
Ma l’allungamento della vita media solleva tutta un’altra serie di questioni fondamentali, a cui è chiamato a rispondere in primis il mondo della politica. Non ultimi il maggior peso che sono destinati ad acquisire i servizi sociali e la sanità pubblica.
Per i temerari che riusciranno a raggiungere i 110 anni e che arriveranno sani e sereni a 90 anni, saranno quindi da rivedere i sistemi del welfare e pensioni in primis.

A proposito di avanzamenti della medicina, si è creato un fiorente settore della ricerca volto proprio a trovare il ‘segreto’ della longevità: molti scienziati hanno isolato geni della longevità guardando al Dna dei centenari; altri hanno scoperto sostanze naturali che allungano la vita, come il resveratrolo del vino rosso; biologi sono concentrati sui meccanismi metabolici dell’organismo e sui ‘pulsanti’ molecolari della longevità, infine c’è chi propone, dopo svariate dimostrazioni scientifiche, una dieta ipocalorica per allungare la vita. Ma intanto l’aspettativa di vita cresce da sé. I paesi più longevi sono Giappone, Italia, Svezia e Spagna: il paese del Sol Levante batte tutti con un’aspettativa di vita di quasi 86 anni per le donne e 79 anni per gli uomini, e una recente indagine interna ha contato in Giappone 40.399 – 34.952 donne e 5.447 uomini centenari.
Fin dall’antichità la ricerca dell’eternità, dell’immortalità, era un importante argomento di studio, anche alcuni alchimisti si dedicarono a questo scopo, cioè trovare l’Elisir di lunga vita! Questa era una leggendaria pozione capace di donare la vita eterna a chiunque la bevesse. In fondo anche nei nostri tempi moderni si ricerca l’elisir di lunga vita, sottoforma di bisturi, botulino, chirurgia estetica…
Ma la domanda che sorge spontanea è: ma volgiamo veramente vivere così a lungo? Non sarebbe piuttosto importante concentrarsi sulla qualità e sulla intensità della vita?? Potremmo trovare forse dei metodi e delle strategie alternative che possano farci gustare e godere la vita fino in fondo, così da vivere nel nostro piccolo un attimo di eternità.

Fonti:
La Repubblica.it – Homepage

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