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Aiuto! Il mio partner è un narcisista

narciso-maschera
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

Senso di superiorità, bisogno di essere costantemente ammirato, mancanza di empatia, tendenza alla critica e alla manipolazione, sono queste le caratteristiche principali di una personalità narcisistica ed essendo caratteristiche non proprio piacevoli c’è da chiedersi: come mai sempre più spesso scegliamo partner di questa tipologia? In realtà nella fase di corteggiamento il narcisista è pressoché fantastico: affascinante, divertente, mai banale, in grado di non far annoiare, al suo fianco, ci si sente gratificati dalla forza e dalla luce che emana. Ma l’incanto svanisce presto. Il narcisista viene oggi particolarmente studiato ed analizzato ed è stato possibile rilevare caratteristiche comuni che può essere utile conoscere.

  • Non è in grado di amare e di prendersi cura: si racconta nel mito, che Narciso fu punito da Artemide (per aver fatto soffrire troppe fanciulle) che lo condannò ad “innamorarsi della propria immagine”, ad innamorarsi senza essere mai riamato. Proprio perché concentrato su di sé, è incapace di mostrarsi amorevole verso l’altro di cui nega totalmente i bisogni e le necessità. Poco propenso a prendersi cura del benessere del partner, è fortemente spinto a rifiutare la dipendenza in favore della libertà.
  • Non è in grado di stabilire una relazione basata sulla fiducia: il suo stile relazionale si basa sul gioco, sulla bugia e sulla manipolazione. Tende a controllare il partner che deve ricordarsi di avere attenzioni solo verso di lui mentre lui continua a flirtare con le altre persone, in costante ricerca di nuove prede.
  • Mostra una modalità di reazione aggressiva: estremamente sensibili alla sconfitta e alla critica tendono a reagire in maniera rabbiosa non tollerando in alcun modo il senso di fallimento e frustrazione. Dal momento che si vedono superiori agli altri ritengono di dover essere sempre ammirati e/o invidiati e se ciò non accade possono agire comportamenti offensivi e in qualche modo violenti. Il narcisista è in grado di attrarre a sé le persone che hanno un forte bisogno di dare amore per sentirsi importanti e amate. La “vittima” del narcisista è una persona dotata di uno spiccato senso empatico: nella fase di corteggiamento il narcisista tende a presentarsi come una persona bisognosa di affetto, cura, attenzioni e sostegno emotivo, caratteristiche presenti proprio nella personalità empatica. Ottenuta la conquista, il narcisista inizia a mostrare la sua vera natura di persona fredda e distante. È bene sottolineare che il narcisista è, in realtà una persona ferita: dietro l’atteggiamento grandioso e l’ambizione al successo emerge la realtà di persone piene di rabbia, passive, continuamente in competizione per cercare approvazione. L’esagerata autostima che mostrano è, di fatto, un meccanismo compensatorio che li protegge dalla grande paura di non “valere nulla”, paura che ha spesso radici nell’infanzia. Come è facile immaginare anche il partner del narcisista è spesso una persona ferita: si tratta di bambini o bambine cresciuti con la consapevolezza inconscia di non essere adeguati, di non andare bene così come si è. Questa sensazione è nascosta appena sotto la superficie, in attesa di essere alimentata (e confermata) dagli eventi quotidiani; una relazione con un narcisista ha proprio il potere di confermare i timori di chi non si è sentito meritevole d’amore. I bambini non amati da adulti, vivranno costantemente nella paura dell’abbandono e proprio per non essere abbandonati dal proprio “carnefice” arriveranno a sopportare tutto, “ad accontentarsi più facilmente in amore”, ad accettare una relazione malata, piuttosto che provare a chiuderla. Ma, è bene ricordare, la relazione affettiva non è un ambito di cura ma di piacere, e il piacere dovrebbe esser percepito da entrambi i partner. Impostare una relazione “sana” con un narcisista può essere difficile se non impossibile a meno che non si decida di “accontentarsi” e di negare i propri bisogni, cosa questa distruttiva e quindi assolutamente sconsigliata! Chiedere aiuto, se non si riesce a liberarsi da soli da  questo “incastro emotivo” può essere il primo passo per ricominciare ad acquisire un ruolo centrale nella propria vita. Solo riconoscendo il proprio valore saremo in grado di riprendere in mano la nostra vita orientandoci verso relazioni caratterizzate da reciprocità, rispetto, condivisione e, ovviamente, piacere.

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