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Affrontare il trauma dell’abuso

Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

buona sera dottore ,mi presento mi chiamo serena e ho 20 anni,mi scuso se mi sono permessa di scriverle ma consapevolmente mi sono tuffata in internet per cercare uno psichiatra,il vero motivo è che ho un disperato bisogno di aiuto…ne avevo gia parlato con mamma e anche lei mi aveva consigliato di andare a farmi aiutare ma la mia immensa paura di rivivere ancora tutto non la sopporto più,cosi le avevo risposto che ce l’avrei fatta da sola,almeno io ci speravo ma invece dopo 4 mesi eccomi ancora qua col mio immenso dolore… ancora oggi mi chiedo cosa vuol dire vivere,perchè sinceramente penso di sopravvivere e la forza di essere ancora in vita mi chiedo da dove provenga?… sono stata adottata a 4 anni e mezzo…non so da dove iniziare perchè è una cosa un po lunga ma anche se con grande difficoltà vorrei arrivare al punto:per tre anni ho subito abusi sessuali,mia madre mi teneva ferma per le mani e mio padre con una mano mi teneva ferma per i piedi e con laltra mi penetrava,io non volevo perchè sentivo male e continuavo a piangere ma era inutile perchè non si fermava finche lui non decideva di fermarsi,ero solo una bambina che assaggiava ogni sera una porzione d inferno!ancora oggi mi chiedo perchè mi teneva ferma solo alla sera senza farsi vedere da nessuno che mi potesse aiutare??ho tante domande,ho tanta voglia di parlarne ma sopratutto dentro di me soffro ancora nonostante siano passati degli anni,forse perche non ne ho mai parlato con nessuno aparte con mamma ma in line generali…..quando ho fatto i 18 anni ho iniziato a tagliarmi perchè mi sembrava di stare meglio,tutto è durato per due anni poi ho smesso,ora non ho più bisogno di fare questo ma nella mia vita credo solo di aver fatto una cosa giusta e cioè di aver continuato a piangere per quello che mi ha fatto mio padre…. ora è iniziata la scuoal e sono all ultimo anno,ho la maturità…ma durante i giorni anche se penso ad altro ci sono momenti che mi vengono fuori tutti gli episodi con mio padre,ora col papà adottivo ,o meglio da quando sono stata adottata non gli ho mai permesso di prendermi in braccio o semplicemente di farmi fare una carezza perchè arrivata a 20 anni ho ancora paura del suo contato anche se lui è una persona buona.. il problema è che faccio fatica a concentrarmi in qualsiasi attività,passo da momenti felicic amomenti tristi,ci sono dei giorni in cui sono triste e ho paura di cadere ancora in depressione,non la semplice depressione adolescenziale ,ma la vera depressione che l anno scorso sono risucita a superare grazie all aiuto di mamma,ma oggi sono anocra da capo,da uno psicologo non ci sono mai stata,non credo di farcela,continuo a vivere la mia vita soportanto la mia sofferenza come una mia colpa gigante….non ho mai smesso di masturbarmi da quando avevo 4 anni,ho avuto e continuo avere rapporti sessuali con ragazzi,uno dietro all altro,non riesco mia a dire di no perchè anche se non voglio ne ho tanto bisogno per essere amata come mi aveva amato mio padre,a dire il vero non mi sono ancora staccata da lui da quando mi ha penetrato lui è anocra dentro me,pur di ricevere un po di amore ,di affetto,sono andata a letto col mio prof del corso di computer anche se lui è gia fidanzato e per questo io mi sento in colpa….non dico che il sesso per me è al primo posto però in un certo senso lo è perchè ho bisogno troppo ma troppo bisogno di amore….sto soffrendo dentro anche se fuori cerco di convicermi che sono felice perchè vado a scuola,perchè ho una compagnia con la quale mi trovo in classe,ecc…la verità: è che vorrei morire come ho gia tentato di farmi fuori una volta ma ancora non capisco cosa o quale forza mi tiene qua??…..chiedo sempre alla mia anima cosa valesse? Me ne sono andata da lei per molto tempo girando il mio viso che tengo sempre voltato da un lato per non farmi leggere in quegli occhi tristi ,in quegli occhi che forse molti,a partire dai miei, cercano… La rabbia esplode ,ne anche il sapone è in grado di purificare il mio corpo,non è più quello di prima. Tutto svanito,sogni,speranze,desideri… La mia tristezza non è esteriore,la mia tristezza è interiore,sgretolata come un orologio scarico di pile…perché provo soltanto io questo orribile dolore?? Mi teneva ferma,mi toccava….e mi ha fatto male come si stacca un fiore,ma io non sono un fiore… A volte vorrei dire alla gente : non fatemi domande che prolunghino di torture il mio orrore!! Non voglio ricordare le sue orrende mani,la sua forza,il suo volto, Io vorrei gia pensare al domani,ma nel mio cuore,vibra già il suo potente corpo!!! Non potrò mai dimenticare quelle sere,quei momenti,ho voglia di morire,ho voglia di fuggire,ma lui è dentro di me senza il bisogno che mi insegue nei sogni che faccio… ho dedicato una poesia a mio padre biologico: Una mattina mi alzo sperando che sia uno dei giorni più belli in cui cogliere sensazioni positive che vengono dal paesaggio, da un fiore, da un uccellino che canta, dalle mani calde e piene, da una brezza fresca e piacevole, da uno sguardo affettuoso. Solo piccole cose e non pensieri! legate alla realtà di oggi e non al passato. Ma in un attimo ,rieccomi catapultata nella dimensione vecchia.. quei lamenti,quei pianti sono ritornati a farsi sentire tra le risate di colui che un giorno ha spezzato l ala che mi potesse dare la capacità di volare…. La forza di chi è bastardo non si può raccontare!!in nessun posto c’è rifugio..calpestano i fiori come niente fosse. Entrano ed escono come vogliono senza bussare,violando cosi la privacy che pensavi fosse solo parte di te.. ti rivolgi con fiducia perché pensi che mai e poi mai ti avrebbero distrutta,gli chiedi con dolcezza una carezza invece ti accolgono stringendoti tra le loro cosce…arriva la sera e speri di riuscire a dormire cosi che chiudendo per un attimo gli occhi tutto si annebbia,al contrario come impetuosi suoni scorrono diapositive penetrate nell anima in cui essi lasciano nel cuore i lacci arrugginiti che giorno dopo giorno si fanno sempre più spessi. Padre,fratello,amico,ragazzo,fidanzato…che nomi sono?non hanno importanza….a volte si pensa che queste cose,accadono agli altri e in altri posti più lontani…. Provate ,ascoltate il silenzio che quei falsi nomi lasciano ,marchiando con la loro minaccia,il corpo cosi sporco di una ragazza di nome serena…. Ora vi sentite Sollevati? Necessità:questo è il vostro vero nome E adesso che vi rimane?soddisfatti del vostro gioco osceno,vi abbassate chiedendo scusa… Ma cosa c’è dietro al dolore?La crudeltà ,forse. Giorno,notte,luce,buio…Scarpette danzanti Su una lastra di un vento gelido che accarezza la pelle come fosse un pesante macigno di ricordi. Niente più parole,ne risate con le amiche. Niente più uscite con persone ,da tempo nemiche. Nascosti dietro le loro mura di casa,Dove le pareti Diventano sempre più scivolose. Ti osservano,Ti guardano ,E poi decidono:ti prendono,e un gelo ti inchioda…piangi,ti muovi..inutile speranze! Non riesci più ad alzarti,le carezze strane,i baci obbligati e poi ecco il momento: le mani che toccano,fermano ,abbasano…la loro voce penetra nelle orecchie come vocali ansimanti.. sbattuta per terra come un petalo staccato,e immobile tremi…dalla mia bocca si eleva un ahi! Chiudo gli occhi,cercando di trattenere il respiro per sentire meno male….è duro,forte di una forza che fa paura….eretto ,pronto come un soldato Entra in guerra, e due ,quattro,sei colpi vorresti guardare l orologio.. ma quanto manca? E otto,dieci colpi.. Ormai, è dentro, fa parte di te.. finisce tutto e ancora tutta tremi.. Lettere?frasi?parole? No, silenzio,questo è il mio nome nascosto da tempo dietro quel campo minato: cicatrici,segreti dolenti coperti sotto morbidi vestiti Gridano aiuto. Piango e piango,ma a che serve ora? le fiabe che mi raccontavano da bambina sono vere. Gli orchi esistono, sono accanto a noi!!! mi scuso ancora se le ho scritto queste cose personali,con mio papà non ne ho mai parlato di tutto questo e credo di non poterlo fare mai perche per me sarebbe veramente un trauma,non mi sento ancora pronta per farlo e se lo facessi scapeerei per sempre… spero di non averle tolto tempo,avevo solo bisogno di aprirmi con qualcuno…. la ringrazio di cuore Serena

Risposta

Cara Serena sono io che ringrazio te per la fiducia accordataci nel raccontarci la tua storia.   consapevolmente mi sono tuffata in internet per cercare uno psichiatra, il vero motivo è che ho un disperato bisogno di aiuto..Mi colpisce molto l’uso della parola “consapevolmente” che trovo sia in linea con molte parti del tuo scritto. Hai vissuto l’orrore più grande, “l’inferno”, che ti ha sconvolto e che ha  travolto la tua vita, che ti ha segnata. Nonostante ciò, nonostante il dolore, nonostante la ferita sanguinante mai rimarginata tu scrivi Una mattina mi alzo sperando che sia uno dei giorni più belli in cui cogliere sensazioni positive che vengono dal paesaggio, da un fiore, da un uccellino che canta, dalle mani calde e piene, da una brezza fresca e piacevole, da uno sguardo affettuoso. Questo ci racconta di quante risorse interne tu possieda, di quanta possibilità tu abbia di farcela… Come ben scrivi hai bisogno di aiuto, di parlare, di condividere. Ai miei pazienti sono solita dire che per poter superare il dolore, il “dolore” va attraversato tutto, va compreso, capito e ben collocato.Ciò che ti è successo e le conseguenze che hai avuto nella tua vita sono cose troppo grandi perché tu le possa affrontare da sola. Da quanto ho capito hai l’aiuto e il sostegno della tua mamma, ma hai anche bisogno di un professionista che ti accompagni in questo percorso di consapevolezza.Dal tuo scritto emergono molti temi che necessiterebbero di un lavoro clinico. Il fatto di aver avuto un passato tanto terribile non deve necessariamente DECIDERE anche del tuo presente/futuro.“Tuffandoti consapevolmente in internet” hai iniziato a chiedere aiuto… continua a farlo. In questi giorni su questo sito si sta aggiornando la lista dei professionisti dislocati nelle varie regioni, ma se lo desideri possiamo inviarti altri nominativi a cui rivolgerti per iniziare un percorso.Puoi anche continuare a scriverci…avremo molto piacere di seguirti in questo senso.

C’è una lettura che mi sento di consigliarti, per quando sarai pronta: “Figlie di padri scomodi. Comprendere il proprio legame con il padre per vivere amori felici” di Monica Morganti, ed. Franco Angeli.

Da parte mia gli auguri più grandi e un abbraccio

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