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Infanzia e Adolescenza

Adolescenza: un fiume in piena

adolescenti
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
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Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza irrompe quasi sempre come un fulmine a ciel sereno e trova i genitori spesso impreparati alle nuove esigenze e le sconsiderate richieste che il “nuovo lui” o la “nuova lei” affermano con rabbiosa prepotenza.

Il “cucciolo di casa”, fino ad allora amorevole ed obbediente, si trasforma in una personcina scontrosa ed irritabile che nel migliore dei casi alza gli occhi al cielo qualsiasi cosa le venga detta, volta le spalle ed esce sbattendo furiosamente la porta.

L’affermazione più gentile suona spesso così: “la vita è la mia e ci faccio ciò che voglio!”. La comunicazione tra genitori e figli viene vissuta quasi sempre come fallimentare ed i ragazzi mostrano costantemente ostilità e diffidenza verso gli adulti.

Può capitare che l’adolescenza scorra via come un fiumiciattolo un po’ rinvigorito dalle piogge, o che si scateni come un fiume in piena ed esondi; in tal caso i ragazzi possono diventare violenti, depressi, fare uso di alcool o droghe e può accadere che mettano in atto comportamenti spericolati. I genitori finiscono per sentirsi esausti: assistono impotenti ai repentini sbalzi d’umore e alle improvvise crisi di rabbia dell’adolescente e spesso la notte restano svegli, braccati dalla preoccupazione, aspettando che il figlio faccia rientro.

Mentre ogni comportamento negativo può essere semplicemente l’espressione di un disagio momentaneo, in alcuni casi potrebbe, invece, essere un indicatore di problematiche più serie.

  • Il cambiamento nell’aspetto esteriore:

Per gli adolescenti è fondamentale adeguarsi alla moda, vestirsi in maniera provocatoria, andare in giro con acconciature curiose o ancora farsi un tatuaggio. In questo caso sarebbe opportuno evitare le critiche e tenere in serbo le proprie proteste per casi più importanti.

QUANDO PREOCCUPARSI: il cambiamento dal punto di vista esteriore si accompagna ad altre problematiche nell’ambito scolastico, o a comportamenti di rabbia autodiretta (episodi di autolesionismo), o un estremo dimagrimento o assunzione di chili di troppo

  • Litigi e ribellione adolescenziale:

Gli adolescenti sono alla ricerca della propria indipendenza: può accadere che i figli ingannino spesso i genitori e non siano sempre leali.

QUANDO PREOCCUPARSI: alla presenza di  un’escalation costante di litigi, di violenza in casa, il frequente saltare la scuola, l’avversione alla legge, sono tutti comportamenti che vanno oltre la normale ribellione adolescenziale.

  • Cambiamenti del tono dell’umore

I mutamenti a livello ormonale durante lo sviluppo comportano per gli adolescenti inevitabili sbalzi dell’umore, irritabilità e grande sforzo per gestire e contenere le proprie emozioni.

QUANDO PREOCCUPARSI: al verificarsi di  repentini cambiamenti nella personalità, tristezza persistente, ansia o problemi d’insonnia, veri campanelli d’allarme di depressione, problemi di bullismo a scuola o qualsiasi altro disagio emotivo.

  • Sperimentazione di alcool e droghe

La maggior parte degli adolescenti prima o poi provano alcool e/o fumano sigarette, alcuni proveranno anche la marijuana. E’ opportuno che i genitori parlino apertamente ai propri figli delle droghe, dell’alcool e degli effetti che producono.

QUANDO PREOCCUPARSI: quando l’alcool o la droga diventano di uso abituale, specialmente quando ciò va di pari passo con problemi a scuola o a casa potrebbe essere presente un ben più grave problema di “abuso”.

Come possono i genitori aiutare il proprio ragazzo a riconoscere e gestire in modo più costruttivo emozioni quali rabbia, frustrazione, imbarazzo, tristezza, paura, vergogna, vulnerabilità?

Stabilire limiti, regole e definire le conseguenze (i ragazzi hanno bisogno di regole e limiti). Quando lo scontro si è risolto e genitori e ragazzi saranno più calmi, è importante spiegare all’adolescente, che non c’è nulla di male nel provare rabbia ma che alcuni modi di esprimerla sono inaccettabili e porteranno a conseguenze spiacevoli (ad esempio l’intervento della polizia in caso di comportamento violento).

Provare a comprendere cosa c’è dietro la rabbia: se i ragazzi appaiono tristi o depressi, forse hanno solo bisogno di raccontare il loro senso di inadeguatezza senza essere giudicati. Guidare l’adolescente verso una sana modalità per alleviare la rabbia vuol dire ad esempio affiancarrlo nella scelta di uno sport di suo gradimento, possibilmente uno sport di squadra; portebbe essere un’ottima soluzione per mitigare il suo comportamento.

Preservare uno spazio in cui il ragazzo potrà restar solo. Consentire e stimolare l’adolescnte, quando è molto arrabbiato, di ritirarsi in un posto dove potrà restare solo nel tentativo di riacquistare la calma. Seguirlo e pressarlo potrebbe prolungare o intensificare la sua rabbia e, in alcuni casi, provocare persino una risposta fisica.

Anche se è molto difficile, è necessario rimanere calmi ed equilibrati nonostante le continue provocazioni. Qualora i familiari perdano il controllo gridando o lanciando oggetti, l’adolescente si sentirà autorizzato a mutuare questi atteggiamenti, ritenendoli appropriati per esprimere la propria rabbia.

Il ruolo più importante dei genitori inizia proprio con la scoperta e con il riconoscimento del proprio ragazzo come espressione di bisogni unici e diversi e nell’esigenza dell’”adolescente” di ricevere supporto nei momenti di difficoltà ed incoraggiamento in occasione di suoi eventuali e sempre auspicabili successi.

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