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Adolescenti e “Thinspiration”: un inno alla magrezza

Thinspiration
drMariaGraziaDeLisio Mariagrazia De Lisio Campobasso (CB)
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli

Studi sulla comunicazione, in particolare dei social media, ha portato ad individuare nuove tendenze nei comportamenti, soprattutto in adolescenti e giovani adulti, chiamate “social mode”.

Le “social mode” sono delle vere e proprie “catene on-line”: una persona lancia una sfida social e in pochissimo tempo questa viene diffusa nel Web. La nuova moda viene filmata, fotografata, postata e inserita su siti o pagine specifiche create sui social network, dando vita ad un “effetto contagio”.

È stato dimostrato che il 18% di ragazzi ha preso parte ad una social moda e il 50% è stato nominato, ossia chiamato a partecipare, in una di queste catene; questo perché nel periodo dell’adolescenza la frequente ricerca di modelli di riferimento con i quali identificarsi può portare all’elevato rischio di attivare condotte di imitazione.

Le social mode più allarmanti sono quelle legate ai disturbi alimentari: infatti, nel web, si stanno sempre più diffondendo le social mode in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale, soprattutto tra le ragazze giovanissime. Si parla di “Thinspiration” e “thinspo” (“thin”, magrezza e “inspiration”, ispirazione: letteralmente “ispirazione alla magrezza”), questi sono i termini usati sui social media per identificare i messaggi fonte di ispirazione per la perdita di peso e promozione ossessiva per la magrezza (Ghaznavi et al, 2015).

In rete esistono siti che spiegano come dimagrire, come nascondere ai genitori l’eccessiva magrezza, rinforzando questi comportamenti. Le ragazze vittime dello Thinspiration sono ossessionate dal corpo e dal riuscire a fare il selfie perfetto, per “rientrare” in quei canoni estetici tanto rappresentati sui media.

L’unico obiettivo di queste mode è quello di mostrare il proprio corpo magro, perfetto e di postare la foto al fine di ottenere numerosi like e approvazioni ma la diffusione di questi canoni estetici, tanto presenti nella nostra cultura, rischiano di favorire la stabilizzazione di problematiche di tipo alimentare, in modo particolare l’anoressia.

Quali sono le social mode in cui viene esaltata la magrezza?

Vediamone alcune:

-Bikini Bridge, in cui le ragazze si scattano un selfie, sdraiate in costume, fotografando il “ponte” creato dal pezzo inferiore del bikini, che dovrebbe appoggiarsi sulle ossa del bacino ben visibile e sporgenti. Questa moda è pericolosa e “invita” alla magrezza perché se non si è particolrmente snella il ponte non si crea;

- Collarbone challenge, “sfida della clavicola” dove si mostra la clavicola sporgente: le ragazze si fotografano, mentre posizionano il maggior numero di monetine nella clavità ossea, che si può creare nella zona della clavicola se si è molto magre, stando attente a non farle cadere, e poi postarle sui social;

 – IPhone6knee clallenge, in cui le ragazze di fronte ad uno specchio di scattano un selfie misurando l’ampiezza delle gambe, utilizzando l’iPhone 6, che misura circa 13cm, come strumento di misurazione. Lo smartphone viene posizionato all’altezza delle ginocchia e se sono entrambe coperte dal cellulare, significa che sono magre al punto giusto.

I blog “pro-eating disorder” (Pro-ED) propongono tematiche ricorrenti quali “sacrificio, controllo, inganno e solidarietà” e sono facilmente accessibili da tutti, incitano all’idealizzazione della magrezza estrema fornendo consigli e suggerimenti per il raggiungimento di tale obiettivo e condannando chi non riesce ad aderire a tali condotte.

Questi comportamenti, di solito, sono messi in atto per esprimere un forte disagio interiore, “per colmare un vuoto”, per delineare la propria identità, in un’età in cui si è ancora alla ricerca di sé.

Questi fenomeni, proprio per gli innumerevoli rischi, di cui il più grave sembra essere la mancata consapevolezza delle conseguenze, ci spingono all’osservazione dei comportamenti degli adolescenti, con l’obiettivo di mettere in atto interventi psicoeducativi volti a prevenirli e ad ostacolarli.

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