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Adolescenti e gioco d’azzardo

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Dipendenze, Sessualità
Cell.: 3804739760

Secondo una recente ricerca  svoltasi a Roma, che ha coinvolto duemila ragazzi tra i 13 e i 17 anni, circa due adolescenti su tre giocano d’azzardo almeno una volta all’anno. Inoltre quasi la totalità dei partecipanti, anche chi non ha mai giocato, conosce molto bene la vasta offerta di giochi sul nostro territorio.

Questi dati, nonostante in Italia sia presente l’assoluto divieto per i minori, ci mostrano come sia necessario prestare molta attenzione al rapporto tra  gioco d’azzardo e adolescenti.

Cosa intendiamo per gioco d’azzardo?

Un gioco, per essere definito  d’azzardo, deve presentare contemporaneamente tre caratteristiche:

  •  il giocatore deve scommettere del denaro o un oggetto di valore;
  • la scommessa, una volta giocata, non può essere ritirata;
  • l’esito del gioco dipende esclusivamente dal caso.

I giochi, in genere, sono additivi (costruiti in modo da generare compulsività); accessibili (facilmente usufruibili); appetibili (con promesse di ricche vincite).

Sono dunque classificabili come giochi d’azzardo le slot machine, le VLT, le lotterie, i gratta e vinci, i giochi da casinò.

Come dicevo prima in Italia è vietato il gioco per i minori di 18 anni ma, nonostante ulteriori cambiamenti delle leggi in materia, le statistiche dicono che sono molti i ragazzi che riescono ad aggirare i divieti in merito, soprattutto attraverso il gioco online.

Perché gli adolescenti giocano?

L’adolescenza è una fase della vita durante la quale i ragazzi sperimentano i propri limiti e, cercando di differenziarsi dalle figure di riferimento, vanno alla ricerca della loro identità. È un periodo, dunque, ricco di sperimentazioni, cambiamenti, prove che passano anche attraverso comportamenti trasgressivi.

In questo il gioco d’azzardo diventa uno luogo affascinante dove ricercare il brivido e la trasgressione, essendo inoltre un attività, a differenza di altre, anche piuttosto accettata socialmente. Il gioco, inoltre, offre anche la possibilità di ricoprire uno status, un ruolo, un’identità, ovvero quella del giocatore, magari di successo, che vince. Anche il denaro, ovviamente, ricopre un ruolo importante. Nel periodo adolescenziale, infatti, nascono i primi bisogni di emancipazione anche economica rispetto ai propri genitori e, così come spesso accade per gli adulti, a volte il gioco rappresenta un tentativo di sognare un proprio gruzzoletto di soldi con il quale esaudire i propri desideri.

Durante quest’età il ragazzo, oltre a voler trovare una propria identità, tende a imitare i comportamenti adulti, proprio per mostrare la propria capacità nell’essere pronto a diventare grande e indipendente. In un paese, però, che secondo le statistiche è tra i primi in Europa a livello di giocatori d’azzardo, l’esempio che si dà ai ragazzi non è dei migliori, tendendo a normalizzare troppo determinati comportamenti legati al gioco.

A condizionare ulteriormente la situazione abbiamo il boom, ormai da anni, dei videogiochi mobile sugli smartphone. Ovviamente, per definizione, non sono classificabili come giochi d’azzardo e di per sé non presentano gli stessi rischi. Al loro interno, però, sono presenti numerosi contenuti extra a pagamento, attraverso i quali è possibile aumentare i propri punteggi, avanzare più velocemente nel gioco e migliorare. Riassumendolo in una frase suonerebbe un po’ così: “più paghi più hai possibilità di vincere”. Concetto, distorto, che spesso caratterizza il giocatore adulto. Queste dinamiche, anche se non appartengono al mondo dell’azzardo, rischiano di influenzare il ragazzo abituandolo a un determinato tipo di pensiero legato al gioco.

Cosa si può fare a riguardo?

Il dato interessante da tenere in considerazione è quello che ci mostrano diverse ricerche internazionali, ovvero che un precoce contatto con il gioco d’azzardo aumenta le probabilità di sviluppare in futuro un problema con questo fenomeno. Ovviamente siamo nel campo delle probabilità e non delle certezze dirette. Senza creare allarmismi, però, bisogna prestare attenzione alla situazione.

Cosa può fare un genitore?

Prevenire stimolando il proprio figlio a sviluppare un pensiero critico è sempre una buona proposta, visto che non possiamo controllare, e non sarebbe neanche giusto, tutto quello che fa.

Riguardo al gioco d’azzardo sarebbe utile far comprendere ai nostri ragazzi:

  •  l’importanza del gioco come attività ludica fine a se stessa, a prescindere da un premio;
  • il valore del denaro;
  • i rischi di alcuni comportamenti compulsivi (tipo giocare per recuperare il denaro perso);
  • i falsi miti sulla bravura legata al gioco d’azzardo (facilmente reperibili su internet).

Riuscire a toccare questi punti è un’ottima base di partenza, in particolare riguardo i primi due. È importante far comprendere l’importanza del valore del denaro, concetto che nei giocatori adulti è completamente distorto, questo aiuta ad aumentare il senso di responsabilità rispetto ai soldi e al loro ruolo all’interno della vita; insegnare, inoltre, che il gioco come attività debba essere caratterizzato principalmente dal divertimento, a prescindere dall’ottenere un risultato o un guadagno finale. Riuscire in questo può creare buone difese nei nostri ragazzi che possono tornare utili ad aiutarli a non sviluppare comportamenti problematici con il gioco d’azzardo.

“Il gioco è una cosa seria. Anzi, tremendamente seria” – Jean Paul -

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