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Infanzia e Adolescenza

Adolescenti davanti allo specchio

Adolescenti davanti allo specchio
cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Adolescenti davanti allo specchioNella cultura contemporanea, orientata a valorizzare la dimensione dell’apparire, dell’estetica, il problema dell’immagine del corpo assume un ruolo fondamentale.
L’immagine corporea risulta centrale nell’auto-definizione delle adolescenti, perché sono state socializzate a credere che l’aspetto fisico sia il punto di partenza per la valutazione di sé e per valutazione che gli altri fanno di lor
o.

Ma cos’è l’immagine corporea?
Per immagine corporea non s’intende il corpo così come lo vediamo quando ci troviamo davanti ad uno specchio, ma con essa ci si riferisce sia alla sua percezione, ossia all’esperienza soggettiva che ognuno ha del proprio corpo, che potrebbe anche non corrispondere al corpo reale, sia alla valutazione del corpo percepito, che esprime la soddisfazione/insoddisfazione rispetto alla dimensioni, alla forma o ai particolari del proprio corpo.
Non si tratta quindi di una riproduzione fedele del nostro corpo oggettivo, quanto di un’interpretazione personale e soggettiva delle nostre sembianze, alla quale contribuiscono un intreccio di elementi di natura sia cognitiva che emotiva, di pensieri e di sentimenti accumulati e modellati nel tempo.

Un’immagine corporea negativa è associata a minore popolarità, minore spinta al raggiungimento di obiettivi, minore abilità nel parlare in pubblico, minore originalità, maturità emotiva e fiducia in se stessi. La correlazione tra immagine corporea, vissuti depressivi, autostima e funzionamento psicosociale è ancora più evidente fra gli adolescenti.

Nello sviluppo psichico di un individuo il rapporto con il corpo è centrale e lo è soprattutto in adolescenza, quando si trasforma in modo rapido e imprevedibile, assumendo sembianze strane e disarmoniche e comunicando sensazioni nuove e perturbanti in una mente legata ancora ad un funzionamento infantile.
Le nuove sensazioni corporee vengono percepite con un senso di estraneità, disagio, pericolosità: il ragazzo e la ragazza si sentono goffi, disarmonici, impacciati con se stessi e con gli altri.
Può manifestarsi così un disagio psichico legato al corpo, vissuto come non adeguato, in quanto l’adattamento che ha caratterizzato l’infanzia viene messo in crisi, con il sopraggiungere dell’adolescenza, sotto la pressione ormonale e la trasformazione corporea puberale.

Ed è così che fin dall’inizio dell’adolescenza lo specchio diventa spesso un oggetto significativo per i ragazzi, che lo utilizzano nella segretezza delle loro camere per osservare criticamente i cambiamenti corporei legati alla crescita, nell’illusione di poterli tenere sotto controllo. Si guardano allo specchio e ogni volta vedono qualcosa di diverso, un continuo mutare al quale non si è abituati. Alcuni possono arrivare ad avere anche un rapporto conflittuale con lo specchio, perché rispecchiante un’immagine di sé, sconosciuta, imperfetta e poco soddisfacente.
Gli adolescenti in ogni modo non si limitano ad esaminare la loro immagine, ma cercano nello specchio il riflesso della loro identità.

Per ristabilire l’armonia con il proprio corpo, l’adolescente ha bisogno di entrarci in confidenza, che si configura nel caso del maschio prevalentemente come acquisizione di un’atleticità fisica e come cura dell’assetto muscolare, e nel caso della femmina come cura estetica, imparando a truccarsi, pettinarsi e vestirsi.
È in questa fase, in cui tutto il corpo è sottoposto ad un’attenta e severa valutazione critica, che domina il tentativo di adeguare il proprio aspetto fisico a modelli esterni, sia quelli reali rappresentati per esempio dagli altri coetanei, sia quelli immaginari proposti dai mass media.

In adolescenza acquista sempre più importanza il gruppo dei pari e si delinea una nuova componente dell’immagine corporea: l’immagine ideale, che è legata a valori sociali e culturali. Per l’adolescente diventa sempre più importante come gli altri lo vedono e come vorrebbe che essi lo vedessero. Il nuovo ambiente sociale, più ampio rispetto alla famiglia, richiede la revisione dell’immagine corporea interiorizzata nei primi anni di vita secondo modelli di bellezza e prestanza fisica più esigenti.
Elaborare la nuova immagine corporea non è un compito facile per l’adolescente e l’incapacità di ricostruire un’immagine coerente del corpo viene considerata come una delle possibili cause di sviluppo di un disturbo dell’immagine corporea.
L’immagine corporea idealizzata, comunque, sembra rivestire un’importanza minore rispetto a quanto si struttura nei primi anni di vita, perché è più tardiva e legata a stereotipi sociali e culturali. Di solito, infatti, la conflittualità con l’immagine corporea formatasi precedentemente viene facilmente superata, ma ciò può avvenire solo se esiste un’immagine corporea solida e una percezione corporea nella norma.

Un’importanza fondamentale assume senz’altro la risposta che la famiglia fornisce ai cambiamenti dell’adolescente e il modo in cui ne accoglie la nuova presenza corporea. Per mantenere questo momento critico entro ambiti di normalità, la gratificazione, la rassicurazione, il rinforzo positivo sono i presupposti basilari. Se la famiglia risponde con derisione, svalutazione, con la richiesta di una corporeità che non risponde all’individualità del giovane, ma al mondo interno dei genitori, alla loro idealizzazione dei figli, questo normale momento evolutivo può assumere caratteristiche patologiche.

Molto dipende anche dall’esperienza che l’adolescente ha fatto fin dall’inizio della sua storia. Se ha fatto esperienza di una madre sufficientemente capace di accudire il corpo del figlio, l’adolescente potrà adattarsi alle trasformazioni fisiche senza troppi traumi, imparando gradualmente a prendersi cura del suo corpo pur riconoscendone i difetti, accudendo se stesso in vari modi, come la madre aveva fatto con lui fin dalla nascita. Se la prima esperienza di accudimento e di adattamento alle trasformazioni corporee è stata problematica, invece, l’adolescente si troverà privo di risorse per affrontare questa fase, in quanto non potrà fruire di una buona esperienza appresa dalla propria madre.

L’adolescente assiste quindi alla perdita della propria immagine prepubere ed è costretto ad elaborare la propria trasformazione fisica. Insuccessi parziali o totali nella realizzazione di questo compito possono apportare gravi conseguenze sul piano psichico ed evolutivo e costituire un fattore di rischio importante per lo sviluppo e il mantenimento di disturbi del comportamento alimentare.

L’immagine corporea riflessa nello specchio piano, piano trova uno spazio nella mente dell’adolescente per poter essere elaborata, rendendo così possibile una diversa presa di coscienza dei cambiamenti corporei e la costruzione di un’immagine corporea coerente.

Riferimenti bibliografici

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