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Emozioni

Accecati dalla rabbia – Come riacquistare la vista?

rabbia

 

La collera è un sentimento molto intenso che spesso sfugge al controllo; una tempesta emotiva, improvvisa e violenta, che irrompe burrascosa spazzando via tutti gli stati d’animo piacevoli.

PERCEZIONE DI PERICOLO

Le sue radici fisiologiche affondano nella reazione di combattimento o fuga.

Uno dei suoi fattori scatenanti è, infatti, la sensazione di trovarsi in una situazione di pericolo, derivante non solo da una reale minaccia fisica, ma anche, e più spesso, da una minaccia simbolica all’autostima ed alla dignità di una persona (ad esempio, quando essa è trattata ingiustamente o in modo sgarbato, insultata, umiliata o quando vede frustrati i suoi tentativi di raggiungere un obiettivo importante).

Saper controllare le proprie emozioni penose è la chiave del benessere psicologico.

Le emozioni che diventano troppo intense o durano troppo a lungo minano, infatti, la nostra stabilità. I sentimenti spiacevoli non devono essere evitati o soppressi, ma gestiti con misura. Già Aristotele sottolineava l’importanza che le emozioni risultino appropriate, ovvero proporzionate alle circostanze.

Saper tranquillizzare e confortare se stessi è una capacità fondamentale nella vita, in quanto si diviene meno vulnerabili alle tempeste scatenate dal cervello emozionale.

DISINNESCARE LA COLLERA

I punti chiave per spegnere l’incendio:

1)   Considerare l’accaduto da una prospettiva diversa, reinquadrando la situazione in termini più positivi.

Quanto più si rimugina su ciò che ci ha fatto infuriare, tanto più sono numerose le “buone ragioni” che riusciamo ad individuare per giustificare ed alimentare la nostra irritazione. Ciò significa fermarsi sui pensieri che alimentano la nostra ira e cercare di metterli in discussione. Una migliore comprensione della situazione ha il potere calmante di sgonfiare la collera.

2)     Raffreddarsi fisiologicamente, aspettare che l’ondata di adrenalina si spenga.

Cercare di allontanarsi fisicamente dalla situazione che ha scatenato la nostra ira, consente di evitare di imbatterci in altri fattori che alimentino il nostro stato emotivo. Nel periodo di raffreddamento l’individuo può frenare la catena di pensieri ostili cercando di distrarsi. Spostando la nostra attenzione su altro, l’emozione collerica va pian piano a scemare.

Passeggiare, svolgere attività fisica, tecniche di rilassamento o dedicarsi ad un’attività per noi piacevole sono esempi delle possibilità che abbiamo per smorzare la carica violenta di un’emozione negativa. Tali attività consentono all’organismo di passare da uno stato di attivazione fisiologica generale elevata, tipico della collera, ad uno di minore attivazione.

Prendersi un intervallo di almeno 20 minuti prima di riprendere una discussione consente un recupero fisiologico adeguato per l’organismo. In tal modo, si evita che la collera residua inneschi altra collera.

DISINTOSSICARCI DAI PENSIERI NEGATIVI

Il periodo di raffreddamento può funzionare soltanto se non viene impiegato per seguire pensieri che hanno innescato o che possono ri-alimentare la collera sperimentata. Dedicarsi ad attività gratificanti, come lo shopping, il cinema, ii passeggiare, ma perseverando nella sequenza di pensieri negativi sortisce l’effetto di ricaricare la persona di altro risentimento e di ulteriore collera cui potere attingere successivamente.

Bloccare i pensieri cinici ed ostili, reinquadrarli utilizzando diverse prospettive, offre una possibilità di cambiamento e consente di intravedere una soluzione positiva.

SFOGARE LA RABBIA: E’ DAVVERO UNA CATARSI?

È molto diffuso il pensiero secondo il quale dare libero sfogo alla rabbia corrisponda all’unico vero modo per liberarsene.

In realtà, sfogare la collera contribuisce poco o nulla a dissiparla, in quanto può fornire solo una falsa sensazione di soddisfazione e di risarcimento personale. Abbandonarsi ad una collera violenta è uno dei modi peggiori di raffreddarla: gli scoppi d’ira alimentano l’attivazione fisiologica del cervello emozionale, pertanto l’individuo non si calma, ma diviene ancora più adirato. Lo stato d’animo negativo, in tal modo, viene solo prolungato e non gli viene dato termine.

La persona che si è “sfogata” completamente resta chiusa in una rabbia che si è moltiplicata a livello esponenziale.

COME USCIRNE?

La tattica più efficace è quella di cercare di “raffreddarsi”, staccando la spina prima che il sistema vada in corto circuito. Cercare, quindi, di rivalutare la situazione per usufruire di punti di vista differenti. Non porsi sulla difensiva, ma adottare un atteggiamento improntato all’ascolto reciproco, alla formulazione chiara e serena dei rispettivi punti di vista, in modo da poter individuare una soluzione ottimale.

Essere consapevoli che le emozioni positive e le situazioni piacevoli ad esse legate fanno bene alla nostra mente ed al nostro corpo, ci può aiutare nel cercare di prediligerle e di utilizzare l’emozione negativa della collera, che fa parte della vita, in una modalità nuova che non sia fine a se stessa e distruttiva, psicologicamente e fisicamente, ma costruttiva e di crescita in quanto utile a farci capire qualcosa di più di noi stessi (come siamo e come gestiamo le situazioni) e degli altri.

Trasformare uno stato di negatività in un elemento di positività, permette di far luce sulla opportunità di crescita personale sottostante un’emozione negativa e potenzialmente invalidante.

Bibliografia

– Anderson, Kare, Getting what you want, New York, Penguin/Plume, 1994.

– Crum, Thomas F., The Magic of Conflict, New York, Touchestone, 1987.

Fisher, Roger and Brown, Scott, Getting togheter: Building relationship as we negotiate, new york, Penguin, 1987.

Scott, Gini graham, Resolving conflict, Oakland (CA), New Harbinger, 1990

Wilmot, William and Hocker Joice L., Interpersonal Conflict, New York, McGraw-Hill, 1998.

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